Il peso è un dato. Non un giudizio sul tuo valore, sulla tua salute o sul percorso che stai facendo.

Una delle cose più difficili da accettare, quando si inizia un percorso nutrizionale, è che i cambiamenti non sono sempre lineari.
Molte persone arrivano in studio con un’idea molto precisa di come “dovrebbe” funzionare: seguo il piano, mi impegno, il numero sulla bilancia scende. E allora il percorso sta andando bene.
Se invece quel numero non scende, o scende abbastanza, sembra quasi che tutto il resto perda valore.
“Si, però il peso non è sceso.”
Una frase che spesso cancella tutto quello che invece sta cambiando.
Quando la bilancia diventa giudice
Ci siamo abituati a collegare il peso a un giudizio: se il numero scende, allora stiamo andando bene; se resta stabile, allora non funziona; se sale, allora abbiamo fallito.
Ma un percorso nutrizionale non può essere letto solo attraverso una cifra. Il corpo cambia in molti modi, e non tutti questi cambiamenti sono immediatamente visibili sulla bilancia.
può migliorare l’energia. Può migliorare la fame. Può migliorare la digestione. Può migliorare il modo in cui organizziamo i pasti, il rapporto con il cibo, la forza, la lucidità, la sensazione di abitare meglio il corpo.
Eppure, spesso, se il peso non conferma quello che ci aspettavamo, fatichiamo a riconoscere tutto il resto.
Che cosa misura davvero il peso?
Il peso sulla bilancia è un dato fisico. Indica la massa complessiva del corpo in quel momento.
Ma non ci dice da cosa è composto quel peso. Non distingue la massa muscolare dalla massa grassa, i liquidi, il contenuto intestinale, le variazioni legate al ciclo, al sonno, allo stress, all’allenamento o alla giorntaa appena trascorsa.
Per questo due persone possono pesare lo stesso numero e avere corpi, bisogni e percorsi completamente diversi.
La bilancia misura:
- una massa complessiva
- un dato momentaneo
- una variazione numerica
La bilancia non misura:
- il tono muscolare
- la composizione corporea
- la qualità del rapporto con il cibo
- l’energia
- la salute emotiva
- il valore di una persona
Non tutti i percorsi devono far scendere il peso
Questa è una delle cose più importanti da capire: non sempre l’obiettivo di un percorso nutrizionale è dimagrire.
Ci sono persone che arrivano con un peso perfettamente nella norma, ma con una forte insoddisfazione quando si guardano allo specchio. In alcuni casi, il problema non è “pesare troppo”, ma avere poca struttura muscolare, poco tono, poca forza, un corpo che negli anni è stato svuotato da diete restrittive, sedentarietà o continue oscillazioni di peso.
In questi casi, continuare a inseguire un numero più basso può essere non solo inutile, ma anche controproducente.
Il lavoro da fare è diverso: nutrire meglio, allenare, costruire, sostenere la massa muscolare, migliorare la composizione corporea.
E questo richiede tempo.
Richiede pazienza.
Richiede uno sguardo diverso.
“A volte il corpo non ha bisogno di pesare meno.
Ha bisogno di essere costruito meglio.“
Il problema del primo numero
Ci sono persone che stanno bene, che hanno esami buoni, un corpo sano, un peso nella norma, ma che non riescono ad accettare quel numero solo perché inizia con un 6 invece che con un 5.
Come se 62 kg fossero un fallimento e 59,8 kg una conquista.
Ma cosa cambia davvero?
Cambia il corpo?
Cambia la salute?
Cambia il valore della persona?
O cambia solo il significato emotivo che abbiamo dato a quel numero?
Il punto non è negare che il peso possa avere importanza in alcuni percorsi.
Il punto è capire quando è davvero un dato clinicamente utile e quando invece diventa un’etichetta emotiva.
Perchè ci facciamo definire da un numero?
Nessuno di noi, nella vita quotidiana, si presenta dicendo: “Ciao, sono Martina e peso 67 chili”.
Non lo scriviamo su una maglietta.
Non lo usiamo come biglietto da visita.
Non dovrebbe essere la prima informazione con cui reccontiamo chi siamo.
Eppure, interiormente, spesso facciamo proprio questo: lasciamo che quel numero condizioni l’umore, la giornata, il modo in cui ci vestiamo, il modo in cui ci guardiamo, perfino il modo in cui pensiamo di poterci mostrare agli altri.
Ma una persona non è il suo peso.
Una persona è storia, corpo, emozioni, salute, abitudini, relazioni, desideri, fatiche, forza, vulnerabilità.
La bilancia può dare un’informazione.
Non può raccontare tutto questo.
Il corpo non è un numero da correggere.
È una storia da comprendere.
Allora come si valuta davvero un percorso?
Un percorso nutrizionale va valutato guardando più elementi insieme.
Il peso può essere uno di questi, ma non sempre è il più importante. Dipende dalla persona, dalla sua storia, dal suo obiettivo, dal suo stato di salute, dalla sua composizione corporea, dal suo rapporto con il cibo e dal motivo per cui ha iniziato quel percorso.
A volte il risultato è perdere peso.
A volte è ricostruire massa muscolare.
A volte è ridurre il gonfiore.
A volte è avere più energia.
A volte è smettere di vivere il cibo come una battaglia.
A volte è imparare a mangiare con più continuità, senza alternare controllo e caos.
Il risultato non è sempre una linea che scende.
A volte è una linea che si stabilizza.
A volte è una curva lenta.
A volte è un corpo che cambia prima nella qualità del peso.
Forse la domanda più utile non è solo “Quando peso?”
Ma anche:
Come sto dentro questo corpo?
Ho più energia?
Mi sento più forte?
Sto mangiando con più serenità?
Sto costruendo qualcosa che posso mantenere nel tempo?
Sto imparando a conoscermi meglio?
Perchè la nutrizione non dovrebbe insegnarti soltanto a inseguire un numero.
Dovrebbe aiutarti a capire cosa significa quel numero, quando è importante, quando non lo è, e soprattutto quando smette di essere un dato e diventa una gabbia.
Vuoi iniziare un percorso che non parta solo dal peso?
Nel mio studio il peso è solo una delle informazioni che possiamo osservare. Il percorso viene costruito sulla persona, sulla sua storia, sulla composizione corporea, sul rapporto con il cibo e sugli obiettivi reali di salute e benessere.