Se il tuo percorso nutrizionale si interrompe ogni estate, forse non è un vero percorso.

Oggi una paziente mi ha scritto un messaggio.
Mi diceva che forse sarebbe stato meglio rivederci direttamente a fine agosto perchè, tra cene, apertivi, mare e serate con gli amici, stava andando tutto all’aria.

le ho risposto una cosa molto semplice.

“Se interrompi il percorso proprio nel momento in cui la vita cambia, interrompi l’unica parte del percorso che può davvero insegnarti qualcosa.”

Perchè è proprio questo il punto.
Un percorso nutrizionale non serve a vivere due mesi perfetti. Serve a imparare a vivere tutti gli altri.

La convivialità non è un incidente di percorso.

E’ la vita.

Noi Italiani abbiamo una cultura profondamente legata al cibo.
Festeggiamo intorno a una tavola, ci ritroviamo davanti a una pizza, organizziamo cene, grigliate, compleanni, aperitivi. In estate tutto questo aumenta semplicemente di frequenza: le giornate sono più lunghe, si vive di più all’aperto e le occasioni per stare insieme si moltiplicano.

Ma non sono “sgarri”.
Non sono eccezioni.
Fanno parte della nostra normalità.
Ed è proprio per questo che devono trovare spazio all’interno di un percorso nutrizionale.

Quello che faccio durante le visite non è insegnare alle persone a vivere in una bolla dove tutto è controllato.

Anzi!

Il mio lavoro è esattamente l’ooposto.
Cerco di aiutare le persone a osservare se stesse con occhi diversi.

Perchè il nutrizionista non è una persona che distribuisce semplicemente un elenco di alimenti da mangiare o da evitare.

E’ una guida.
Una guida che ti aiuta a guardare nei punti giusti.

E quei punti, quasi mai, coincidono con il numero che compare sulla bilancia.

Si va a osservare il comportamento alimentare.

Le abitudini
Le emozioni
La fame
La sazietà
Le convinzioni
Le paure
Le strategie che mettiamo in atto senza nemmeno accorgecene.

E’ da questa lente di ingrandimento che impariamo qualcosa su noi stessi.
E quello che impari oggi ti servirà sempre.
Perchè ci sarà un’altra estate.
Ci sarà un altro Natale.
Ci saranno altri matrimoni.
Altre vacanze.
Altri compleanni.
Altri periodi in cui la routine cambierà.

Se ogni volta metti il perorcorso in pausa, non stai imparando a convivere con questi momenti.

E c’è una conseguenza molto importante.
Quando pensiamo: “Adesso basta, ci rivediamo a settembre”, nella nostra testa si accende un interruttore.

Da una parte c’è la modalità “sono a dieta”.
Dall’altra la modalità “non sono a dieta”.

Quando l’interruttore è acceso, controlliamo tutto.
Pesiamo tutto.
Pensiamo continuamente al cibo.
viviamo con regole rigidissime.

Quando invece l’interruttore si spegne, succede l’opposto.
l’attenzione scompare completamente.
E ci convinciamo che, tanto ormai, vale tutto.

E’ proprio questa alternanza tra controllo assoluto e perdita totale di controllo ad alimentare il problema.

Perchè una relazione equilibrata con il cibo non funziona come un interruttore.

Non si accende il lunedì e non si spegne il sabato sera.

E’ qualcosa che rimane acceso sempre, ma con intensità diverse, adattandosi alla vita reale.

Per questo motivo smettiamo di pensare ai percorsi nutrizionali come a parentesi della nostra esistenza.

Nessuno vive dentro una bolla.
E nessuno dovrebbe aver bisogno di una bella per riuscire a mangiare in modo equilibrato.

L’obiettivo non è diventare perfetti.
L’obiettivo è diventare competenti.

Perchè il giorno in cui non avrai più bisogno che qualcuno ti dica cosa mangiare, ma saprai orientarti anche durante una vacanza, una cena con gli amici, un matrimonio o un’estate intera, allora si che quel percorso avrà funzionato davvero.


Dott.ssa Martina Parisella
Biologo Nutrizionista

“Il cibo è cura, relazione e ascolto”

Fondi (LT)
Via Piave 16
Piazza del Cardinale 26

Oggi una paziente mi ha scritto un messaggio.
Mi diceva che forse sarebbe stato meglio rivederci direttamente a fine agosto perchè, tra cene, apertivi, mare e serate con gli amici, stava andando tutto all’aria.

le ho risposto una cosa molto semplice.

“Se interrompi il percorso proprio nel momento in cui la vita cambia, interrompi l’unica parte del percorso che può davvero insegnarti qualcosa.”

Perchè è proprio questo il punto.
Un percorso nutrizionale non serve a vivere due mesi perfetti. Serve a imparare a vivere tutti gli altri.

La convivialità non è un incidente di percorso.

E’ la vita.

Noi Italiani abbiamo una cultura profondamente legata al cibo.
Festeggiamo intorno a una tavola, ci ritroviamo davanti a una pizza, organizziamo cene, grigliate, compleanni, aperitivi. In estate tutto questo aumenta semplicemente di frequenza: le giornate sono più lunghe, si vive di più all’aperto e le occasioni per stare insieme si moltiplicano.

Ma non sono “sgarri”.
Non sono eccezioni.
Fanno parte della nostra normalità.
Ed è proprio per questo che devono trovare spazio all’interno di un percorso nutrizionale.

Quello che faccio durante le visite non è insegnare alle persone a vivere in una bolla dove tutto è controllato.

Anzi!

Il mio lavoro è esattamente l’ooposto.
Cerco di aiutare le persone a osservare se stesse con occhi diversi.

Perchè il nutrizionista non è una persona che distribuisce semplicemente un elenco di alimenti da mangiare o da evitare.

E’ una guida.
Una guida che ti aiuta a guardare nei punti giusti.

E quei punti, quasi mai, coincidono con il numero che compare sulla bilancia.

Si va a osservare il comportamento alimentare.

Le abitudini
Le emozioni
La fame
La sazietà
Le convinzioni
Le paure
Le strategie che mettiamo in atto senza nemmeno accorgecene.

E’ da questa lente di ingrandimento che impariamo qualcosa su noi stessi.
E quello che impari oggi ti servirà sempre.
Perchè ci sarà un’altra estate.
Ci sarà un altro Natale.
Ci saranno altri matrimoni.
Altre vacanze.
Altri compleanni.
Altri periodi in cui la routine cambierà.

Se ogni volta metti il perorcorso in pausa, non stai imparando a convivere con questi momenti.

E c’è una conseguenza molto importante.
Quando pensiamo: “Adesso basta, ci rivediamo a settembre”, nella nostra testa si accende un interruttore.

Da una parte c’è la modalità “sono a dieta”.
Dall’altra la modalità “non sono a dieta”.

Quando l’interruttore è acceso, controlliamo tutto.
Pesiamo tutto.
Pensiamo continuamente al cibo.
viviamo con regole rigidissime.

Quando invece l’interruttore si spegne, succede l’opposto.
l’attenzione scompare completamente.
E ci convinciamo che, tanto ormai, vale tutto.

E’ proprio questa alternanza tra controllo assoluto e perdita totale di controllo ad alimentare il problema.

Perchè una relazione equilibrata con il cibo non funziona come un interruttore.

Non si accende il lunedì e non si spegne il sabato sera.

E’ qualcosa che rimane acceso sempre, ma con intensità diverse, adattandosi alla vita reale.

Per questo motivo smettiamo di pensare ai percorsi nutrizionali come a parentesi della nostra esistenza.

Nessuno vive dentro una bolla.
E nessuno dovrebbe aver bisogno di una bella per riuscire a mangiare in modo equilibrato.

L’obiettivo non è diventare perfetti.
L’obiettivo è diventare competenti.

Perchè il giorno in cui non avrai più bisogno che qualcuno ti dica cosa mangiare, ma saprai orientarti anche durante una vacanza, una cena con gli amici, un matrimonio o un’estate intera, allora si che quel percorso avrà funzionato davvero.